FORESTE, MECACCI: TRANSIZIONE ECOLOGICA GRANDE OPERAZIONE DI LAVORO. LANCIATO LO SPORTELLO PER FARE IMPRESA COOPERATIVA NEL BOSCO
NotizieLegacoop Agroalimentare lancia lo "Sportello Foresta Cooperativa": un aiuto per chi vuole fare impresa nel bosco
- Dal Forum Foreste di Legambiente - La Bioeconomia delle
Foreste, IX edizione la proposta di supporto alla nascita di nuove
cooperative forestali, a partire dalle associazioni fondiarie che vogliono
trasformarsi in cooperative.
- Patrizio Mecacci (responsabile forestale Legacoop Agroalimentare):
"Ambientalismo e lavoro devono stringersi la mano. La transizione ecologica e' una grande occasione
di lavoro buono e di rilancio delle aree interne. La cooperazione
forestale e' un attore fondamentale di questo percorso".
ROMA, 30 ottobre 2026 - Dal bosco al mercato, passando per la
cooperazione. E' la proposta che Legacoop Agroalimentare ha portato oggi a Roma
al Forum Foreste Roma: la creazione dello "Sportello Foresta Cooperativa", un
servizio per accompagnare la nascita di nuove cooperative forestali. Si rivolge
in particolare alle associazioni fondiarie che intendono diventare cooperative,
per trasformare la collaborazione tra proprietari in una capacità organizzata
di gestire il bosco e di fare impresa.
L'annuncio e' arrivato nell'ambito della IX edizione de "La
bioeconomia delle foreste. Conservare, rigenerare, ricostruire", l'iniziativa promossa
da Legambiente che riunisce istituzioni, imprese, ricerca e territori per
promuovere la gestione forestale sostenibile, la certificazione, la
pianificazione e l'uso efficiente delle risorse boschive. Per Legacoop
Agroalimentare e' intervenuto il responsabile forestale Patrizio Mecacci, nella
sessione dedicata al contributo delle biomasse forestali per la transizione
energetica.
Una filiera che nasce dalle cooperative. Il 30% delle domande presentate
nell'ambito dei contratti di filiera e' nato dall'iniziativa delle cooperative,
segno della vitalità di un sistema che tiene insieme sostenibilità ambientale,
qualità del lavoro e sviluppo economico. "E' un risultato che ci incoraggia, ma
che adesso dobbiamo essere capaci di monitorare e consolidare", sottolinea
Mecacci. "La transizione ecologica e' una grande occasione di lavoro buono e di
rilancio delle aree interne. La cooperazione forestale e' un attore fondamentale
di questo percorso, ieri come oggi e soprattutto domani".
Lo Sportello: dai proprietari alla cooperativa. Tra le sfide principali del settore c'e'
la frammentazione della proprietà forestale, che rende spesso difficile una
gestione economicamente sostenibile e continuativa dei boschi. Un limite che le
associazioni fondiarie, nate per riunire i proprietari e recuperare i terreni
abbandonati o sottoutilizzati, stanno già contribuendo a superare. Lo Sportello
Foresta Cooperativa vuole fare un passo ulteriore: offrire consulenza e
accompagnamento a chi desidera dare forma cooperativa a questa esperienza.
"Le associazioni fondiarie stanno svolgendo un lavoro
straordinario, creando le condizioni per superare l'abbandono e ricomporre una
gestione del territorio che altrimenti sarebbe difficile realizzare", afferma
Mecacci. "Crediamo che il modello cooperativo possa rappresentare un'evoluzione
naturale di questo percorso, trasformando la collaborazione tra proprietari in
una capacità organizzata di programmare gli interventi, gestire le risorse e sviluppare
attività economiche".
L'obiettivo e' costruire filiere capaci di tenere insieme
proprietà, gestione forestale, trasformazione, commercializzazione e consumo,
garantendo continuità produttiva e benefici per i territori.
Dal Marrone del Mugello ai consumi popolari Un esempio concreto di questa direzione
arriva dal settore castanicolo. Nei giorni scorsi, in un marroneto del Mugello,
una neonata cooperativa di castanicoltori ha siglato un'intesa con le cooperative
di consumatori per qualificare la commercializzazione del Marrone del Mugello
Igp attraverso canali affidabili, capaci di valorizzarne origine e qualità. "E' una strada che dobbiamo percorrere anche per i prodotti di derivazione legnosa
- aggiunge Mecacci -. Dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili per incrociare
un rapporto virtuoso con i consumi di massa, attrezzare i nostri sistemi
economici per dialogare con il mercato, offrendo prodotti italiani e facendo
tutto il possibile per renderli accessibili. Serve una vera e propria politica
industriale per l'ambiente e la cura del territorio, in un'alleanza continua
con i cittadini consumatori".
Un obiettivo che riguarda ambiti diversi: dal riscaldamento
ai prodotti e ai servizi per il giardinaggio, la manutenzione del verde e la
tutela delle aree verdi urbane, settori in cui e' possibile rafforzare le
filiere nazionali e creare occupazione qualificata.
L'alleanza con Legambiente A sostegno di questa prospettiva
Legacoop ha costruito partnership importanti con Legambiente e con altre realtà
del settore, nella convinzione che tutela ambientale e valorizzazione del
lavoro siano parti di un'unica strategia: gestione attiva delle foreste,
prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi, tutela della
biodiversità, opportunità economiche durature.
"La foresta non e' soltanto un patrimonio naturale da
conservare: e' anche un bene comune da curare e una risorsa da valorizzare responsabilmente.
Per farlo servono competenze, imprese radicate, lavoro regolare e alleanze
solide. La cooperazione forestale può contribuire a tenere insieme questi
elementi, trasformando la transizione ecologica in un'opportunità concreta per
le comunità e per il futuro delle aree interne", conclude Mecacci.