PESCA, ASSOCIAZIONI E SINDACATI ITALIANI: "LA VISIONE 2040 E' UN'OCCASIONE, MA SENZA LA REVISIONE DELLA PCP LE IMPRESE RESTANO SENZA STRUMENTI"
Pesca e acquacolturaLa Visione 2040 è un'occasione, ma senza la revisione della PCP le imprese restano senza strumenti
- Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Legacoop
Agroalimentare, Agci AgroIttico, Federpesca, Coldiretti Pesca e le
organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca chiedono alla
Commissione europea di inserire la riforma della Politica comune della
pesca nel Programma di lavoro 2027.
ROMA, 16 ottobre 2026 - Le associazioni italiane della pesca
Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Legacoop Agroalimentare, Agci
AgroIttico, Federpesca, Coldiretti Pesca e le organizzazioni sindacali Fai
Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca sostengono la lettera aperta inviata dalle
organizzazioni europee di rappresentanza alla presidente della Commissione
Ursula von der Leyen, in vista della presentazione della Vision for
Fisheries and Aquaculture 2040, e
chiedono un intervento concreto a sostegno delle imprese del settore ittico.
La Visione 2040
può dare al comparto una strategia di lungo periodo. Ma per essere credibile
deve poggiare su un quadro normativo aggiornato. La Politica comune della pesca
(PCP) risale al 2013 e non riflette più le condizioni in cui le imprese operano
oggi.
"In tredici
anni il contesto e' cambiato radicalmente", dichiarano le associazioni. "Imprese
e cooperative devono affrontare costi di esercizio in crescita, una flotta in
contrazione, un ricambio generazionale difficile e gli effetti del cambiamento
climatico, con regole pensate per un'altra fase. Serve una PCP che metta le
aziende nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, non che
si limiti a fissarli".
Il
cambiamento climatico sta modificando gli ecosistemi marini e la distribuzione
delle specie, con effetti diretti sull'operatività delle flotte. Le imprese
hanno bisogno di modelli di gestione flessibili e fondati su solide evidenze
scientifiche, che permettano di adattarsi senza compromettere ne' le risorse ne'
la continuità produttiva.
Per le associazioni
e le organizzazioni sindacali, la sostenibilità ambientale va integrata con
quella economica e sociale. Le imprese di pesca producono cibo, creano
occupazione e sostengono l'economia delle comunità costiere. Per continuare a
farlo servono meno burocrazia, regole stabili e strumenti finanziari adeguati e
prevedibili, così da poter investire in innovazione, sicurezza e ammodernamento
delle flotte.
"Non
chiediamo di arretrare sulla sostenibilità, ma di renderla concretamente
perseguibile per chi lavora in mare", proseguono le associazioni. "Tutela delle
risorse marine e competitività della pesca europea devono procedere insieme".
Associazioni
e sindacati chiedono quindi che la Visione 2040 sia accompagnata da un impegno
esplicito alla revisione della PCP. Chiedono inoltre che la revisione sia
inserita nel Programma di lavoro della Commissione per il 2027, con una
tempistica definita e proposte legislative concrete.
Aggiornare la PCP e' la condizione per avere un settore
ittico europeo competitivo, sostenibile e resiliente. Un settore così può
garantire reddito alle imprese e continuare a contribuire alla sicurezza
alimentare dell'Unione.