PAC, MARETTI: LA CORTE DEI CONTI UE CONFERMA I RISCHI CHE DENUNCIAMO DA MESI

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9 febbraio 2026

Sulla Pac, la Corte dei Conti Ue conferma i rischi che denunciamo da mesi

 

  • La Corte dei Conti UE boccia l'impianto della futura PAC 2028-2034 e mette in guardia sui rischi di scarsa trasparenza e incertezza delle risorse. Per Legacoop Agroalimentare e' la conferma dei timori espressi da mesi: senza un fondo agricolo dedicato, redditi e stabilità delle imprese sono a rischio. .
  • Cristian Maretti (presidente Legacoop Agroalimentare). "Con le osservazioni della Corte dei Conti europea c'e' la conferma che le criticità espresse dalla nostra organizzazione sulla Pac che viene indebolita e frammentata. Una simile riforma rischia di compromettere la capacità delle imprese agricole di programmare investimenti e garantire stabilità reddituale"

 

ROMA, 9 febbraio 2026 "Le osservazioni della Corte dei Conti europea confermano le criticità espresse dalla nostra organizzazione sulla Pac che viene indebolita e frammentata", commenta Cristian Maretti presidente di Legacoop Agroalimentare. "Le valutazioni della Corte rappresentano una conferma autorevole e inequivocabile delle preoccupazioni sollevate da tempo da Legacoop Agroalimentare".

Nel parere pubblicato oggi, la Corte evidenzia criticità profonde nella proposta di riforma che prevede l'inserimento della Pac all'interno di un Fondo unico europeo, facendo venir meno, per la prima volta dal 1962, una dotazione finanziaria specificamente destinata all'agricoltura. Una svolta che, "rischia di indebolire la natura stessa della politica agricola comune, trasformandola da pilastro strategico dell'Unione a voce indistinta di un contenitore finanziario più ampio", evidenzia Maretti.

Le osservazioni della Corte dei Conti Ue parlano chiaro: maggiore complessità amministrativa, minore trasparenza nella gestione delle risorse, difficoltà nella tracciabilità dei fondi e incertezza sugli stanziamenti effettivamente disponibili per gli agricoltori. "E' quanto avevamo già evidenziato nei mesi scorsi, sottolineando come una simile riforma rischi di compromettere la capacità delle imprese agricole di programmare investimenti e garantire stabilità reddituale", spiega il presidente di Legacoop Agroalimentare.

A preoccupare e' soprattutto "l'idea che l'ammontare reale delle risorse destinate al settore possa diventare chiaro solo a valle dei piani nazionali, con il rischio di accentuare disparità tra Stati membri e di alterare le condizioni di concorrenza nel mercato unico", spiega Maretti. E questa, "e' una prospettiva che metterebbe in discussione principi fondamentali della Pac: sicurezza alimentare, coesione territoriale e tutela del reddito agricolo".

Dunque "abbiamo la conferma che non siamo di fronte a un semplice riassetto tecnico, ma a una trasformazione che può incidere profondamente sul futuro dell'agricoltura europea", sottolinea Maretti. "Senza un bilancio chiaramente identificabile e adeguatamente finanziato, la Pac rischia di perdere efficacia e riconoscibilità, con ricadute dirette sulle imprese cooperative e sui loro soci".

Per questo Legacoop Agroalimentare chiede alle istituzioni europee di recepire con attenzione le indicazioni provenienti dalla Corte e di intervenire per garantire una dotazione finanziaria certa e dedicata alla politica agricola e di assicurare trasparenza e tracciabilità dei flussi di spesa. Oltre a mantenere un quadro normativo chiaro, che consenta agli agricoltori di pianificare con fiducia il proprio futuro.

Il negoziato sul prossimo bilancio pluriennale europeo sarà decisivo. "La Pac deve restare una politica realmente comune, capace di sostenere il lavoro degli agricoltori, la competitività delle filiere e la transizione sostenibile del sistema agroalimentare europeo", conclude Maretti.

 




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