INCENDI SICILIA, MARETTI: NON SI DISTRUGGONO SOLTANTO I BOSCHI MA ANCHE RICCHEZZA, BIODIVERSITA' E PRODUZIONI AGRICOLE

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23 luglio 2026

"Quella degli incendi in Sicilia non è più un'emergenza, ma una crisi strutturale. Servono prevenzione, gestione attiva del territorio e una nuova governance dei boschi"

 

  • Cristian Maretti (presidente Legacoop Agroalimentare): "La Sicilia sta pagando un prezzo altissimo. Non stiamo assistendo soltanto alla distruzione di boschi e campagne, ma alla perdita di ricchezza, biodiversità, produzioni agricole".
  • Filippo Parrino (vicepresidente vicario di Legacoop Agroalimentare) "Occorre superare definitivamente la logica dell'improvvisazione e della precarietà che ha caratterizzato per troppo tempo il settore forestale".

 

ROMA 23 luglio 2026 - Legacoop Agroalimentare e Pesca esprime profonda preoccupazione per la drammatica ondata di incendi che, ancora una volta, sta devastando vaste aree della Sicilia, distruggendo patrimonio ambientale, biodiversità, aziende agricole e allevamenti, con conseguenze gravissime per l'economia e per le comunità locali.

"La Sicilia sta pagando un prezzo altissimo. Non stiamo assistendo soltanto alla distruzione di boschi e campagne, ma alla perdita di ricchezza, biodiversità, produzioni agricole e fiducia delle comunità che vivono e lavorano nelle aree interne", dichiara Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. "Ogni anno assistiamo allo stesso drammatico copione senza che venga costruita una vera politica nazionale e regionale di prevenzione. La tutela del territorio deve diventare una priorità strategica per il Paese, con investimenti stabili nella manutenzione del patrimonio forestale, nell'innovazione e nella valorizzazione delle imprese che presidiano quotidianamente queste aree".

Particolarmente colpite risultano le aree dei Monti Sicani, dove le fiamme hanno interessato il Monte Cammarata, le campagne di Bivona, la contrada Buonanotte e Santo Stefano Quisquina, territori simbolo della zootecnia e dell'agricoltura siciliana. Qui numerose aziende hanno perso foraggi, seminativi, pascoli e capi di bestiame, mentre interi ecosistemi sono stati compromessi.

Gravi danni si registrano anche nella Valle dello Jato, in prossimità di aree ad alta vocazione agricola e culturale, oltre che nel Parco dell'Addolorata di Agrigento e in parte del patrimonio boschivo del Parco Archeologico della Valle dei Templi, luoghi che rappresentano un patrimonio naturalistico, storico e identitario di valore inestimabile. E poi, ancora, la riserva di Torre Salsa tra Siculiana e Realmonte, e il bosco di Casaboli a Pioppo in provincia di Palermo dove sono andati perduti parchi avventura e aziende agricole .

Quanto sta accadendo non può essere archiviato come l'ennesima "emergenza incendi". Da anni le organizzazioni datoriali e sindacali denunciano l'assenza di una strategia organica di tutela del territorio siciliano, capace di affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Oggi e' evidente che ci troviamo di fronte a una condizione strutturale che si ripete puntualmente ogni estate, aggravata dall'abbandono delle aree interne, dalla carenza di manutenzione del territorio, dall'azione criminale degli incendiari e da una cronica mancanza di programmazione e prevenzione.

Per Mimmo Pistone, responsabile regionale di Legacoop Agroalimentare e Pesca Sicilia, "le immagini provenienti dai Monti Sicani sono il simbolo di una sconfitta collettiva. Aziende cooperative e agricole stanno perdendo anni di lavoro, investimenti e produzioni. Non e' accettabile che territori di straordinario valore ambientale e produttivo vengano lasciati senza un adeguato presidio. La prevenzione deve diventare attività ordinaria e permanente, non un intervento straordinario quando ormai i danni sono irreparabili".

Legacoop Agroalimentare rilancia inoltre una proposta di riforma della gestione forestale siciliana, fondata su un modello cooperativo capace di garantire continuità occupazionale, efficienza gestionale e sviluppo locale.

"Occorre superare definitivamente la logica dell'improvvisazione e della precarietà che ha caratterizzato per troppo tempo il settore forestale" afferma Filippo Parrino, vicepresidente vicario di Legacoop Agroalimentare. "Siamo convinti che sia possibile costruire un nuovo modello nel quale i lavoratori forestali possano organizzarsi in cooperative, diventandone soci e assumendo la gestione attiva del patrimonio boschivo attraverso affidamenti pluriennali, obiettivi misurabili e responsabilità diretta. Significa fare manutenzione durante tutto l'anno, prevenire gli incendi, valorizzare le filiere forestali, creare economia, turismo sostenibile e occupazione stabile nelle aree interne".

Per Legacoop Agroalimentare la gestione attiva dei boschi deve diventare uno strumento di politica industriale e ambientale, integrando prevenzione degli incendi, tutela della biodiversità, valorizzazione delle produzioni agricole e sviluppo delle comunità rurali. Le cooperative agricole e agroalimentari rappresentano già oggi un presidio fondamentale del territorio. Difendere queste imprese significa difendere il paesaggio, la sicurezza ambientale, la qualità delle produzioni e il futuro delle aree interne della Sicilia.

E' tempo di passare dalle dichiarazioni agli interventi concreti. Ogni estate persa significa meno boschi, meno agricoltura, meno biodiversità e meno futuro per la Sicilia. Ci auguriamo che nelle prossime ore il Governo della Regione attivi subito lo stato di calamità per le comunità colpite. Legacoop sarà al fianco degli amministratori e delle comunità agricole colpite.

 




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