SICITTA', DALLE COZZE ALLE MELE, DAL MAIS AL CUNEO SALINO: IL CLIMA RISCRIVE L'AGROALIMENTARE ITALIANO
NotizieMais che non cresce, cozze che muoiono, frutta che si scotta, cuneo salino: il clima riscrive l'agricoltura italiana
- Legacoop
Agroalimentare fa il punto sui danni nei settori orticolo, frutticolo,
zootecnico, vitivinicolo, sementiero e dell'acquacoltura.
- Cristian Maretti (presidente Legacoop Agroalimentare): "La
cooperazione tra imprese, regioni e Paesi europei e' l'unica strada per
garantire la sicurezza alimentare del continente"
ROMA 6 agosto 2026 - Un'estate segnata da temperature
estreme, grandinate diffuse e una siccità che non risparmia quasi nessun
comparto: e' il quadro che emerge dalla ricognizione condotta da Legacoop
Agroalimentare tra le cooperative associate, un monitoraggio che restituisce
l'immagine di un sistema produttivo messo sotto pressione dal cambiamento
climatico. "E' un sistema che regge grazie agli investimenti fatti negli anni
scorsi e a una primavera che, per una volta, ha giocato a favore delle imprese:
i risultati sarebbero stati molto più negativi . Se però guardiamo al futuro
non possiamo pensare che vada sempre così, e quindi bisogna agire
strutturalmente", sottolinea il presidente di Legacoop Agroalimentare, Cristian
Maretti.
A complicare ulteriormente il quadro c'e' il problema del cuneo salino, che in alcune aree risale per decine di chilometri lungo i
corsi d'acqua rendendo di fatto impossibile l'irrigazione: un fenomeno che
interessa in particolare il Po, ma che si registra anche in Puglia, e che rischia di compromettere ulteriormente la
disponibilità di risorse idriche proprio nei territori già più esposti alla
siccità.
Sicurezza alimentare a rischio. Se non si interviene, aggiunge Maretti,
a rischio c'e' la sicurezza alimentare: "Dai dati estremi in termini di
temperatura, incendi, grandinate e tornadi che registriamo a livello europeo
deve partire un'analisi dettagliata, basata su modelli che ci proiettino fino
al 2100, per poter costruire una pianificazione di interventi infrastrutturali
in grado di mettere in sicurezza la capacità produttiva del settore agricolo. E' un ragionamento di sicurezza alimentare continentale".
Cooperazione al centro per la difesa
dell'agroalimentare italiano. Secondo il presidente di Legacoop Agroalimentare, "questo piano
deve mettere al centro la cooperazione, perche' nessuna impresa agricola da sola
può resistere all'immenso cambiamento che ci aspetta. Serve una cooperazione
rafforzata tra le regioni italiane, per non sprecare le risorse idriche e le
risorse economiche disponibili, e una cooperazione rafforzata tra i Paesi
europei, per omogeneizzare gli strumenti di intervento e renderli complementari
alle misure della Ue".
E "serve una cooperazione tra le imprese agricole e le
cooperative, che spesso condividono gli stessi problemi ma che potrebbero
investire congiuntamente su strumenti di livello superiore in termini di
ricerca e innovazione, per sviluppare nuove varietà più resistenti e
infrastrutture tecnologiche su scala più ampia", commenta Maretti.
La situazione. Il quadro che emerge da una indagine
interna alla cooperative aderenti a Legacoop Agroalimentare.
Nel comparto orticolo e frutticolo si registra
una riduzione produttiva, con calibri dei frutti più piccoli e, nei casi in cui
manca la copertura delle reti antigrandine, danni da scottatura legati alle
alte temperature. Anche territori tradizionalmente meno esposti, come il Trentino,
non sono stati risparmiati: le scottature causate dal caldo costringono a
destinare parte del prodotto all'industria di trasformazione, con un pesante
deprezzamento del valore del frutto.
Il settore zootecnico sconta anch'esso un calo
della produzione di latte, ma la situazione non e' precipitata grazie agli
investimenti realizzati negli anni scorsi sul benessere animale - ventilatori
e sistemi di doccia per il raffrescamento delle stalle - che hanno evitato
un vero e proprio tracollo. Da segnalare inoltre che, grazie a una primavera
piovosa, i primi tagli di foraggio sono stati di ottima qualità e quantità,
allontanando per ora i timori sulla disponibilità di razione alimentare per gli
animali.
Nel settore vitivinicolo e' in corso una vendemmia
anticipata come mai visto prima. Le riduzioni di produzione registrate
quest'anno sono legate più alle diffuse grandinate che hanno colpito il
territorio che alla siccità in se'.
Tra le colture più colpite in assoluto c'e' il mais,
che ormai risulta di fatto impossibile da coltivare in assenza di irrigazione.
Per quanto riguarda l'erba medica da disidratare,
dopo un ottimo primo taglio, i tagli successivi e la produzione di erba medica
in purezza registrano rese molto scarse, spesso sotto la tonnellata per ettaro
a causa della siccità. Sul fronte del seme di erba medica, non
e' tanto la siccità a preoccupare quanto i picchi di caldo nella fase di
allegagione: quest'anno la situazione e' leggermente migliore rispetto allo
scorso anno, ma le produzioni restano comunque al di sotto delle medie
storiche.
Anche il comparto delle sementi orticole risente
del caldo: ad oggi e' stato raccolto circa il 70% delle specializzate, con danni
da grandine sporadici e nella norma, mentre le alte temperature stanno
determinando una perdita di quantità soprattutto su cipolle e carote. Il cavolo
risulta invece in linea con le previsioni. Restano da raccogliere colture chiave
come la cicoria ibrida e il cetriolo, e da verificare i dati sulla qualità del
prodotto.
Situazione delicata anche per l'acquacoltura: per
le vongole non si registrano al momento morie, pur restando critica la
situazione della Sacca di Goro. Diverso il quadro per la mitilicoltura in
mare aperto, dove la scorsa settimana si e' verificata un'importante
moria di cozze causata dalle elevate temperature dell'acqua. L'acqua ci
mette più tempo a scaldarsi ma in questa estate si sono raggiunti i 30 gradi
centigradi nel mar Adriatico e i 29° C nel mar Tirreno e questo non può non
avere un impatto sulla fisiologia di lungo termine su tutto il sistema
biologico marino.