VINO, MARETTI: STOP ALL'IMPIANTO DI NUOVI VIGNETI. IN 10 ANNI QUASI 70MILA ETTARI IN PIU'
NotizieVino, Legacoop Agroalimentare: "Stop all'impianto di nuovi vigneti servono misure concrete e una strategia di lungo periodo per il settore vino"
- Ogni
anno l'Italia ha autorizzato il massimo dell'1% consentiti che in dieci
anni ha significato circa 70mila ettari in più di vigneti
- Cristian
Maretti (presidente Legacoop
Agroalimentare) "Alla luce della possibilità introdotta dal Pacchetto vino
chiediamo una sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni."
VERONA, 13 aprile 2026 "Il settore vitivinicolo italiano ha bisogno di
scelte coraggiose e di una visione strategica capace di accompagnare il mercato
in una fase di forte incertezza". E' il messaggio che Cristian Maretti,
presidente di Legacoop Agroalimentare, lancia di Vinitaly. "Rilanciamo con
decisione la richiesta di una sospensione temporanea delle autorizzazioni per
nuovi impianti vitati", spiega Maretti.
"Ogni anno l'attuale sistema consente di impiantare circa
7mila ettari di vigneto. Alla luce delle novità introdotte dal Pacchetto vino,
che permette di portare le concessioni anche allo 0%, riteniamo urgente
valutare uno stop temporaneo per evitare di aumentare ulteriormente l'offerta
in un mercato già esposto a possibili squilibri tra domanda e produzione".
Una misura che, secondo Legacoop Agroalimentare,
rappresenterebbe un segnale chiaro per il comparto. Il sistema autorizzativo
consente infatti ogni anno agli Stati membri di assegnare nuove superfici fino
all'1% del totale vitato nazionale, una quota che in Italia e' stata finora
sempre utilizzata integralmente, determinando un incremento significativo del
potenziale produttivo. Tanto che il vigneto nazionale e' cresciuto di quasi
7mila ettari all'anno, circa 70mila in dieci anni.
"In un contesto segnato dalla rimodulazione dei consumi e da
variabili climatiche sempre più imprevedibili - aggiunge Maretti - e'
fondamentale evitare di immettere nuova produzione che rischia di entrare sul
mercato in una fase di eccesso di offerta. Bloccare temporaneamente l'1% delle
nuove autorizzazioni, anche per un periodo limitato due anni, tre anni
consentirebbe di ristabilire un equilibrio e dare un segnale di responsabilità
all'intero sistema". Una richiesta che dovrebbe essere ascoltata anche in Europa
e degli altri Stati membri per riequilibrare la produzione di vino.
Sicuramente e' positivo il prolungamento a 8 anni delle
autorizzazioni al reimpianto "che offre alle imprese maggiore flessibilità per
pianificare gli investimenti nei momenti più favorevoli del mercato", commenta
il presidente.
Maretti inoltre evidenzia come "in questo momento di
difficile congiuntura internazionale e di calo dei consumi, sarebbe molto di
aiuto un ulteriore intervento sulla misura di promozione verso i Paesi terzi,
ovvero eliminare il limite temporale alle attività promozionali di
consolidamento".
"Il vino italiano resta un prodotto di grande qualità e
prestigio - conclude Maretti - ma proprio per questo va governato con
attenzione, evitando dinamiche espansive non coerenti con l'andamento della
domanda senza penalizzare alcune filiere produttive con soluzioni
semplicistiche. Serve una strategia condivisa, a livello nazionale ed europeo,
per garantire sostenibilità economica e prospettive di crescita all'intera
filiera".