7 Marzo 2013: proposte legislative della Commissione in tema di diritti di impianto

Vitivinicolo
7 marzo 2013

Gentili tutti,

dal Mipaaf ci è pervenuto un importante documento, presentato dalla Presidenza irlandese e contenente le proposte legislative della Commissione in tema di diritti di impianto, il cui articolato dovrebbe andare ad inserirsi nell’emanando Regolamento sull’OCM Unica.

Prendiamo atto, con rammarico, che la Commissione ha ignorato pressoché in toto le raccomandazioni e le richieste degli S.M. produttori e delle Organizzazioni di categoria. In sintesi, ciò che propone la Commissione è:

  • Un sistema di autorizzazioni concesse gratuitamente ai produttori che ne fanno richiesta (e non trasferibili)
  • Tempo di validità delle autorizzazioni: 3 anni, con previsione di una penalità per i produttori che non le utilizzano entro detto termine
  • La % di aumento annuo in ciascuno S.M. dovrebbe corrispondere all’1% dell’area impiantata a vite al 31 Luglio dell’anno precedente (dunque con esclusione di quel potenziale che attualmente è in portafoglio)
  • Gli S.M. potrebbero ridurre tale % (o limitarla a determinate aree), che però non può essere = 0%, e tale riduzione andrebbe debitamente giustificata
  • Se le richieste di autorizzazione non eccedono la % fissata, queste andrebbero concesse a tutti
  • Se invece le richieste superano la % fissata, queste verrebbero concesse:
    • Per il 50% (o più) a tutti su base proporzionale
    • Per la parte rimanente: sulla base di criteri fissati dalla Commissione, e sembra che non vi sia spazio per definirne altri al livello di S.M. o Regione
  • Lo S.M. può, in via opzionale, prendere in considerazione le raccomandazioni delle Organizzazioni dei produttori
  • Il nuovo sistema partirebbe al 1° Gennaio 2016 ed avrebbe durata di 6 anni
  • De minimis: sarebbero esentati dal sistema gli S.M. che lo erano al 31.12.2007 (senza rivedere l’attuale entità della produzione), e quelli che hanno meno di 10.000 h impiantati a vite
  • I diritti in portafoglio si trasformerebbero in autorizzazioni, anch’esse della durata di 3 anni (e non si capisce se il loro mancato utilizzo sarebbe soggetto a penale).

È evidente che la maggior parte delle proposte è inaccettabile, e va contro quanto proposto dai Paesi produttori nel loro documento comune.

A breve avremo un incontro presso il Mipaaf per capire quali saranno i prossimi passi, e sarà ovviamente nostra cura tenervi aggiornati.

Cordialmente

Valentina Sourin




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