01.04.2010

Vitivinicolo
1 aprile 2010

Cari amici,

per vostra opportuna informazione vi allego di seguito la lettera inviata dal Segretario del COPA COGECA al direttore della DG Agri.

Si tratta di una serie di osservazioni sulla riforma dell’OCM, anche in relazione all’attuale crisi del settore vinicolo.

In particolare si segnalano l’esigenza di estendere la promozione anche ai Paesi Europei, una maggior chiarezza nelle norme applicative di questa misura, il noto problema della demarcazione degli investimenti ed inoltre si segnala l’esigenza di agevolazioni per l’accesso al credito dei produttori.

Ovviamente sulla nuova OCM vino ci sarebbe stato molto di più da dire o da richiedere, ma  questo testo era “in lavorazione” da più di un mese e prima di riuscire a concordare qualcosa nell’ambito del Gruppo di lavoro, tenuto conto sia delle posizioni dei vari Pesi che dei contrasti tra Organizzazioni cooperative e professionali, passano tempi biblici!

Cordialità

 Gabriella Ammassari

  VI(10)1420:3                                                                                                                                                                                                                                             Bruxelles, 23 marzo 2010   Oggetto: analisi della riforma dell’OCM nel settore del vino  

 Egregio signore,

uno degli obiettivi della Commissione europea al momento di riformare l’OCM nel settore del vino era di equilibrare il mercato e migliorare la competitività dei vini europei. Tuttavia, a un anno dall’entrata in vigore dell’OCM, il settore vitivinicolo versa in una situazione particolarmente difficile: i raccolti 2008 e 2009 sono stati scarsi ma, ciononostante, i prezzi restano a livelli molto bassi.

Il Copa-Cogeca ha effettuato una prima analisi dell’applicazione della riforma dell’OCM nel settore del vino, che ha permesso di mettere a fuoco una serie di problemi applicativi, ma anche di opportunità di miglioramento necessario per aiutare il settore a uscire da questa situazione difficile.

Secondo quanto sostenuto dalla Commissione, la riforma dell’OCM doveva servire a riorientare la spesa verso misure più positive intese a migliorare la competitività dei vini europei. Pertanto il Copa-Cogeca, al momento della riforma, ha accolto con soddisfazione l’introduzione nella dotazione nazionale di misure di investimento e di promozione. Tuttavia, la maniera in cui sono state concepite tali misure ha impedito al settore di trarne il giusto vantaggio. 

  • Promozione. Attualmente esistono delle divergenze interpretative riguardo alla legislazione che determinano alcune incongruenze sul versante della sua applicazione. Ad esempio, in Italia i programmi di promozione non coprono la visita di delegazioni straniere in loco, mentre in altri paesi è autorizzata. Occorre assicurare un’interpretazione uniforme della legislazione in tutti gli Stati membri. Rispetto alla promozione esterna, la produzione europea è molto atomizzata e manca di coordinamento. Peraltro, deve fare i conti con la presenza di grandi gruppi commerciali che detengono un buon potere di penetrazione dei mercati. Il Copa-Cogeca ritiene necessaria l’elaborazione di una strategia europea o di un piano di azione per la promozione del vino europeo su questi mercati.
  • In funzione di quanto previsto dall’OCM, il sostegno a favore delle azioni di promozione non può durare “più di tre anni per un dato beneficiario in un dato paese terzo”. La selezione dei programmi di promozione dovrebbe basarsi sulla loro qualità. Pertanto, non è chiaro il motivo per cui un beneficiario non possa attuare un programma di promozione, avendone già realizzato un altro in precedenza. Inoltre, tre anni possono essere un periodo insufficiente per garantire che il programma di promozione abbia l’esito sperato su un determinato mercato. Infine, il regolamento (CE) N. 3/2008 relativo ad azioni di informazione e di promozione dei prodotti agricoli non prevede questo tipo di restrizioni. Occorre pertanto abolire le limitazioni rispetto alla figura dello stesso beneficiario in uno stesso paese terzo.

 

  • Investimento. L’assenza di una chiara distinzione tra gli investimenti che possono essere finanziati a titolo della legislazione vitivinicola e quelli che invece rientrano nel secondo pilastro ha comportato, per alcuni Stati membri, l’impossibilità di utilizzare tale misura o perlomeno ne ha reso difficile l’accesso. Per rimediare a questa situazione, il Copa-Cogeca chiede che si operi una chiara distinzione tra le due legislazioni.

 La situazione economica difficile in cui versa il settore, ulteriormente aggravata dalla crisi, impedisce agli agricoltori e alle loro cooperative di disporre del capitale necessario per cofinanziare, e quindi poter accedere, alle misure di promozione e di investimento. Ne consegue l’esigenza di facilitare l’accesso del settore a forme di credito con tassi di interesse agevolati.

 La maggior parte del vino europeo viene venduta sul mercato interno. A mo’ di esempio, si ricorda che, secondo l’OIV, nel 2006 il 71% delle esportazioni di vino degli Stati membri produttori (UE a 25) è stato venduto sul mercato comunitario. Inoltre, negli ultimi anni le importazioni di vino provenienti dai paesi terzi sono fortemente aumentate. Tuttavia, la legislazione del settore non consente di realizzare iniziative di promozione interna. Il Copa-Cogeca sollecita pertanto la Commissione a modificare la legislazione per consentire la promozione del vino sul mercato interno attraverso le dotazioni nazionali.

In conclusione, il Copa-Cogeca deplora che, in condizioni economiche difficili come quelle attuali, i fondi inutilizzati nel quadro della PAC siano riassegnati ai budget, allorché potrebbero essere riutilizzati per finanziare le misure positive che migliorano la competitività del settore agricolo europeo.

RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione, l’occasione ci è gradita per porgerLe cordiali saluti.

 Pekka PESONEN

Segretario Generale

 

 

 




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